Nascar: (Video) Incredibile incidente di Carl Edwards. Otto i feriti sugli spalti

Nascar Carl edwards Talladega Crash.jpg

Talladega, Alabama, spettacolare epilogo per la Aaron’s 499 di domenica scorsa valevole per il campionato NASCAR Sprint Cup Series 2009; a duellare per la vittoria finale ci sono Brad Keselowsky, promettente rookie e Carl Edwards, pupillo di casa Roush. All’inizio dell’ultimo giro i due piloti sono in scia con Keselowski dietro a Edwards; il pilota delal Chevy spinge il collega della Ford dalla settima alla prima e poi si porta all’intermo per poterlo superare.

Edwards chiude la traiettoria, ma Keselowski non molla e non si sposta per non superare la linea gialla interna, mossa irregolare, ma così il contatto tra i due è inevitabile. Edwards finisce in testacoda in mezzo alla pista, con gli altri piloti in scia che tentano di scartarlo; purtroppo Ryan Newman, terzo in quel momento, non riesce a schivarlo e gli piomba addosso facendolo decollare. La Ford di Edwards finisce nelle reti di contenimento e poi nell’infield, ma alcuni pezzi della sua auto finiscono nel pubblico ferendo livemente otto spettatori medicati e subito dimessi dall’ospedale locale.

Keselowski vince la gara, mentre Edwards taglia il traguardo a piedi, confermando il suo ottimo stato fisico. I commissari della NASCAR, riunitisi per evidenziare eventuali colpe dei protagonisti, non hanno inflitto nessuna penalizzazione o ammenda o ammonimento a Keselowski ed Edwards. Il pilota Ford non ha stretto in maniera cattiva, mentre il pilota Chevy era autorizzato a mantenere la posizione per due motivi: primo perchè non è consentito attraversare la doppia linea gialla interna; secondo perchè alzare anche lievemente il piede dall’acceleratore su un superspeedway come quello di Talladega significa perdere moltissimo terreno dato che il tracciato è percorso a tavoletta.

Ecco il video dell’incidente:

Nascar: (Video) Incredibile incidente di Carl Edwards. Otto i feriti sugli spaltiultima modifica: 2009-04-29T19:34:00+02:00da sportblog
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento